Blog Breda Portoni

IL TUO PORTONE BREDA

CON DETRAZIONE FINO AL 50%

INCENTIVI FISCALI

RECUPERA IL 50% DELLA SPESA SULL’ACQUISTO DEL TUO NUOVO PORTONE BREDA

Guida pratica per recuperare le somme spese per ristrutturazioni e interventi di efficienza energetica

Anche nel 2021 il portone da garage rientrerà nelle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, ad affermalo è Legge di Bilancio per il 2021 (Legge 178/2020), che per il nuovo anno prolunga la possibilità di recuperare il 50% del totale della spesa dedicata al rinnovo del proprio garage, box o posto auto.

Chi sosterrà spese per i lavori di ristrutturazione edilizia dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021, potrà infatti fruire della detrazione d’imposta Irpef per il 50% del valore complessivo dell’intervento di ristrutturazione.

Il tetto massimo di spesa fissato per ciascuna unità immobiliare è pari a 96.000 euro, la rispettiva detrazione sarà poi ripartita in dieci quote annuali di pari valore, a partire dalla dichiarazione dei redditi che verrà compilata nel 2022.

Inoltre, anche per interventi di efficienza energetica, interventi in parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità di un condominio, le detrazioni sono state prorogate nella stessa misura.

 

REQUISITI INDISPENSABILI AL FINE DELL’AMMISSIONE ALLA DETRAZIONE

 

  • È necessario che alla data della richiesta l’immobile sia accatastato e che eventuali tributi siano stati versati.
  • I lavori si devono riferire a sostituzione o modifica di elementi già esistenti (non come nuova installazione).
  • L’acquisto del nuovo portone deve essere effettuato nel periodo di tempo compreso tra il 1 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021.
  • È possibile intervenire su garage, posti auto e box auto interrati o coperti, a condizione che questi siano legati da vincolo di pertinenzialità con l’abitazione (817 del codice civile).
  • Per usufruire della detrazione è necessario essere titolare dell’immobile, oppure esercitarne il diritto di godimento o la nuda proprietà.
  • Il bonus può essere richiesto anche per ristrutturazioni presso seconde o terze case.
  • In caso di interventi di efficienza termica, essi devono assicurare un valore di trasmittanza termica inferiore o uguale ai valori di trasmittanza stabiliti dal Ministero dello Sviluppo Economico con il decreto dell’11 marzo 2008. Essi inoltre comprendono solamente serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati.

 

COME E QUANDO PAGARE

 

Ogni pagamento deve essere effettuato soltanto dopo l’emissione di una fattura (anche quando si tratta di una rata versata come acconto), in quanto per poter richiedere l’incentivo è necessario che il pagamento sia tracciabile e riferito ai lavori di ristrutturazione.

L’azienda o il professionista non sono più obbligati a specificare i diversi costi della manodopera e dei materiali utilizzati per l’intervento, ma sono tenuti a indicare data e numero della fattura per la prestazione.

Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico parlante bancario o postale, ricordate inoltre di esplicitare sempre i seguenti dati:

 

  • causale del versamento (indicando la norma 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione fiscale
  • codice fiscale o partita Iva del beneficiario del pagamento
  • codice fiscale del condominio e dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento, se si tratta di lavori eseguiti da condomini.

 

Tutta la documentazione deve essere conservata per 10 anni in originale.

 

SCONTO IN FATTURA E CESSIONE DEL CREDITO

 

Per tutto il 2021, su tutte le spese sostenute, in alternativa alla detrazione, potresti richiedere all’impresa lo sconto in fattura. Cosa significa? L’impresa ti anticiperà i soldi, che recupererà in futuro come creditore d’imposta. In pratica, l’impresa, diventando creditore d’imposta, è come se avesse pagato anticipatamente le tasse allo Stato. Lo Stato stornerà dalle imposte future quanto anticipato dall’impresa. E’ intricato, ma spero che tu abbia capito, perché non riesco a far meglio. In sostanza, non paghi la quota di spesa che recupereresti in detrazione.

Sembrerebbe una via poco “conveniente” per le imprese. E’ come se facessero da banca e prestassero i soldi allo Stato. Ma ecco il comma della svolta contenuto nel Decreto Rilancio:

A sua volta, l’impresa ha la facoltà di cedere il credito ad altri soggetti, compresi gli Istituti di credito (banche ecc.) ed altri Intermediari finanziari.

 

UN CONSIGLIO SEMPRE VALIDO

 

Per conoscere con precisione l’entità della detrazione fiscale che vi spetta, rivolgetevi a un professionista con competenza in ambito fiscale. Basteranno pochi minuti per procedere all’acquisto con serenità.

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